La terra promessa – parte 5

Gerusalemme ovest è una città molto verde, ben tenuta, con case incantevoli. Passiamo il parlamento visto in tanti telegiornali, e poi si scende in una valle, dove si trova il museo dell’olocausto. Si entra gratuitamente, e si inizia mostrando filmati di vita normale degli ebrei prima del nazismo. Un po’ di storia sull’antisemitismo dal Medioevo ad oggi, e poi si inizia con il nazismo, e si continua con dettagli sempre più raccapriccianti. Cammino in questo vero e proprio corridoio degli orrori, ed anche se sono cose viste e riviste, non riesco a trattenere la commozione. Una ragazza piange a dirotto, seduta per terra.Ero curioso di vedere cosa dicessero dell’Italia e del fascismo, ma ho trovato solo una colonna. Qui si parlava delle leggi razziali, ma fondamentalmente si ringraziavano tutti gli italiani che hanno aiutato gli ebrei a scappare o a nascondersi. Secondo la didascalia, grazie a queste azioni, l’80% degli ebrei italiani si é salvato.Verso la fine la storia della nascita di Israele, e poi il museo finisce su un balcone che guarda alla vallata verde di Gerusalemme, come ad indicare l’arrivo, la fine, la terra promessa. Untitled

Ora, questa parte è indubbiamente più complessa, considerate le guerre, i problemi, etc… ma è interessante vederla dalla parte degli israeliani, a come hanno vissuto la nascita del loro stato. Quasi come a dire, almeno questa è stata la mia impressione, che dopo tanto dolore ce la hanno fatta. Ed ora hanno un pezzo di paradiso, una nazione indubbiamente incantevole, una nazione dai cieli chiari e controllati. Un giorno, mi auguro, tutti insieme vivranno in pace. Prima di uscire, due stanze molto forti. In una, rotonda, si entra ed intorno solo libri, neri, sotto una cupola con foto di persone uccise. Sono i nomi di tutti i morti dell’olocausto, uno dietro l’altro. A vedere lo spazio che occupa ho avuto un attimo di mancamento. Poi, uscendo, si entra nel memoriale per i bambini. Tutto scuro, intorno si accendono milioni di luci, si ha la sensazione di volare in una galassia. Bisogna tenersi al corrimano per non cadere e trovare la strada. Nel silenzio, circondati da questi punti di luce, una voce monotona, pronuncia i nomi e la provenienza di tutti i bambini ebrei uccisi, un milione e mezzo di piccole luci innocenti. Mi viene da piangere anche ora mentre scrivo.

La sera passeggio di nuovo al tramonto sulla spiaggia, tanti pensieri, tante riflessioni. Un bicchiere di vino, un pesce sul ristorante vista mare, una lunga passeggiata sulla battigia a piedi nudi. Mi fermo a bere una birra nei bar sulla spiaggia steso su una sedia a sdraio. Guardo il mare nero che rimbomba di fronte, ogni tanto una onda lunga passa sotto i piedi. L’Orsa maggiore di fronte nel cielo scuro, passano nuvole leggere. Tutto sembra di nuovo perfetto, amici che ridono, coppie che ballano sulla sabbia, la risacca del mare. IMG_7245 - Version 2

Ultimo giorno, corsa sulla spiaggia, tanto sole, è venerdì, giorno di festa. Taxi, aeroporto, controlli di sicurezza tanto famosi, aereo. Ho scritto questi post in aereo, come a non dimenticare un posto molto bello e complicato. Tanta storia, tanto, troppo sangue innocente da tutte le parti. Ma, da quello che ho sentito nell’aria, anche tanta voglia di pace. Fine.

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