La terra promessa – parte 1

Il primo impatto è di un sole quasi conosciuto, alberi ai lati della strada, persone che guidano quasi peggio che a Napoli, autostrade perfette. La città si presenta nella sua parte esterna costellata di grattacieli. Potresti essere in US, o forse, in un paese latinoamericano. La città si allontana verso nord, per lasciare il posto a case basse, ville, grattacieli residenziali. E poi, ad un certo punto, il mare. Una spiaggia lunghissima, infinita, su cui le onde si infrangono forti. Tutto pulitissimo, organizzato. Famiglie con bambini che si tuffano in acqua, qualcuno fa windsurf, anche se con poco successo, ragazzi che corrono sudati. Il cibo è eccellente, fresco, saporitissimo. Humus, falafel, pesce ala grigia, servito così, senza salse assurde. Il sapore delle carni tenere, bianche.

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Le persone sembrano un misto di qualunque paese. Molti sembrano americani, di quelli biondi, alti e sani che ti immagini di vedere in un sobborgo ricco di una qualunque città. Altri sono più scuri, i capelli tagliati corti, la barba un pochino incolta. Ed in generale uno stile molto rilassato, flip-flops, pantaloncini, camicie a mezze maniche, cappelli di paglia.

Passo il primo pomeriggio in piscina, a guardare il tramonto, rosso, intenso, che scende sul mare. Tutto così tranquillo, una pace quasi irreale come ho scritto qualche giorno fa. Meglio guardare avanti, al mare, al mondo. Sopra la testa cieli chiari e controllati, nessuno entra o nessuno esce senza permesso. Una passeggiata sul mare prima di dormire, l’acqua calda che bagna i piedi, il rumore forte delle onde. Il silenzio della notte che scende.

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Gli altri due giorni sono pieni, come al solito, di incontri di lavoro. Sveglia alle 6:00, una corsa sulla spiaggia per mantenere il ritmo, doccia, taxi. Riunione uno, due, poi tre, poi pranzo, poi cena di lavoro. Il letto mi rivede alle 23:00, e poi si ricomincia di nuovo, sveglia prestissimo, riunioni senza fine. Si è fatto pomeriggio, tempo di ringraziare per l’ospitalità, pensare a quello che si farà, chiudere il punto della situazione. Continua…

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