Milano

Ho passato gli ultimi giorni per lavoro in Italia. Per la precisione a Milano. È una città che sto scoprendo pian piano in età adulta, e che ho molto trascurato quando ero più giovane. Un errore di gioventù direi. Di Milano mi sono rimaste le immagini di chiese medioevali, i vialoni di marmo, la fretta, il nervosismo, prostitute. Troppe, in piena vista. Seduto ad un bar sotto la torre Velasca, entra una ragazza bionda in minigonna e tacchi altissimi. Le si avvicina un uomo sulla quarantina, capelli unti, camicia stropicciata e cravatta annodata male. Le gli chiede se ha la ragazza, lui dice si, mostra la foto sul cellulare, e poi dice che a lui piacciono le donne. Chiede il prezzo, esita un attimo nella voce. Cento euro, va bene dice lui. Le lascia il numero di telefono e va via, nel pomeriggio milanese di un qualunque giovedì sera, mentre il barista dietro la vetrina un po’ vecchia se la ride. Tutti guardano, tutti sembrano avere già visto.

Milano in certi punti ha un senso di Gotham City. Poi ti giri e trovi le persone ben vestite, le nonne con il vestito buono per andare a fare la spesa. I negozi indipendenti,tanta scelta, da perdercisi la testa. Poi una lunga passeggiata nel centro, cinque ore. I quadri a Brera, un posto incantevole al piano superiore, un’università abbandonata al degrado di sotto. Guardo estasiato alcuni dei quadri, e noto i nobili che ai facevano dipingere vicino alle madonne, i pittori anonimi. Quanta vita che è passata.

Poi non riesco ad entrare al cenacolo, avrei dovuto prenotare, non lo sapevo. Poi Sant’Ambrogio, il silenzio dell’ingresso, un incanto medioevale. Chiudendo gli occhi, nel silenzio del primo pomeriggio, mi immaginavo i pellegrini arrivare alla chiesa e sostare un attimo, li in mezzo, prima di entrare. Poi la petizione sulle cellule staminali all’ingresso, la chiesa che cancella la speranza delle persone, questa organizzazione che pensa solo a far soffrire le persone, contro l’aborto, contro le donne, alla fine contro tutto quello che predicano. E ti senti bene ad aver lasciato tutto questo dietro di te.

Continua…

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7 thoughts on “Milano

  1. Io non so come tu faccia, ma ogni tuo articolo ha qualcosa di speciale, che colpisce dentro…
    Non smettere mai di scrivere… Sei un grande!

    • Ovviamente contro l’uso delle
      cellule embrionali, per il “rispetto” della vita sin dall’inizio, con tanto di foto di neonati sorridenti. Che poi a loro della vita di chi sta male non frega nulla…

      • Da mo’ che la Chiesa si infila in queste cose. Almeno dal 2008 con la scomunica del Dr. Stephen Minger. Ah, ti occupi di cellule staminali?

      • Scusa la risposta tarda, sono stata via con connessione solo saltuaria. Sulle embrionali la Chiesa ha già stravinto con la legge 40 (con sentiti ringraziamenti a tutti quelli che non parteciparono al referendum perché “tanto non sono fatti miei”). Che cosa vogliono ancora? Proibire anche la ricerca sulle linee cellulari importate dall’estero? che disastro…

  2. Comunque non hai lasciato niente di questo dietro di te. Non è che la Svezia sia la terra delle libertà (o forse tu ci credi ancora?)

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