L’effetto di Coriolis

Atterro questa mattina presto dopo quasi 26 ore di viaggio, di cui circa 11 passate nell’aeroporto di Istanbul. Meno male che avevo tante telefonate da fare durante l’attesa. Mentre l’aereo atterra vedo il paesaggio brullo avvicinarsi, domina il giallo, intervallato da alberi, cespugli. E poi case, macchine, autostrade. La luce mi colpisce, è in qualche modo diversa. Il cielo ovattato, una luce penetrante. Vialoni che hanno visto tempi migliori ma che comunque si mantengo i ben funzionali, persone ai bordi delle strade che vendono di tutto, le case, tutte, completamente recintate. Filo spinato, telecamere, guardie armate, la strada è un far west che nasconde giardini e piscine all’interno. Bell’albergo, uomini d’affari da tutto il continente, diverso il modo di vestire, i capelli, le acconciature. Dove sono appena sbarcato? Il tempo di qualche riunione, e mi accorgo che alle 17:00 è già buio. Avevo quasi dimenticato, qui è quasi inverno.

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