Il cimitero nel bosco

A Stoccolma c’é un cimitero costruito negli anni ’20, che é addirittura considerato un patrimonio mondiale dell’Unesco (link). Uno potrebbe pensare che il motivo vero é che non c’é niente di meglio da queste parti, il che é vero in parte, ma lasciamo stare questi discorsi. Comunque era un bel po’ che si voleva andarlo a vedere e la bella giornata di ieri ha permesso questa passeggiata. Il complesso cimiteriale, che é anche il piú grande di Svezia, fu progettato da Asplund, famoso anche per altri edifici di Stoccolma, e secondo me riassume molto bene l’architettura dell’epoca, e forse ne trova una sua applicazione molto buona, appunto quella di un cimitero. Le linee dritte, precise, questo senso di tristezza enorme che gli edicifici modernisti danno quando applicati a caseggiati o quartieri, risulta invece fantastico se applicato ad un posto dedicato alle persone che non ci sono piú. Si entra dal’entrata principale e si vede questo edificio in lontananza, dal’apparenza di una fermata degli autobus di una qualunque periferia degradata, ma che crea con i suoi colonnati un effetto di luce ed ombra davvero impressionante. Per non parlare della statua al centro. Il vento che soffiava freddo e le nuvole veloci nel cielo azzurrissimo non facevano altro che acuire questo sentimento.

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Sulla sinistra una collina artificiale, che sale fino ad una piccola radura circondata da alberi spogli, al centro una tomba anonima dove qualcuno ha lasciato dei cuoricini e ricordi che i propri cari che non ci sono piú.

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Tutte le tombe sono in mezzo alla foresta, tantissime, riempiono l’intero spazio, ma si vedono poco. I grandi alberi le fanno ombra, pochi passi. Ogni tanto si vede una persona portare dei fiori, sono in genere persone anziane. Mentre i giovani passeggiano tendosi la mano, o un papá insegna ad un bambino ad andare in bicicletta in un prato lí vicino. All’improvviso nel bosco compare una cappella, sembra quasi una baita. Ricorda alcuni film dell’orrore americani. Silenzio intorno, tutto deserto. Al centro un angelo, dice la guida sia l’angelo della morte.

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É un posto sicuramente interessante, funzionale e ben funzionante, non urlato, cupo a tratti, estramamente malinconico e solitario. Mi ha ricordato tanto l’anima di questa nazione.

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4 thoughts on “Il cimitero nel bosco

  1. a me piacciono questi cimiteri, molto protestanti, in germania tanti sono cosi, come il Waldhorf Memorial di Amburgo…onestamente preferisco cimiteri,che in realtà si chiamano memoriali, cosi piuttosto che i cimiteri italici che sono una colata di cemento…

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