L’elogio dell’imperfezione

Ieri mattina avevo un taxi alle 6:45, ma durante la notte non avevo dormito molto bene. Quindi non ho praticamente sentito la sveglia, fino a quando ho aperto gli occhi d’improvviso, come mosso da una forza esterna a me, e mi sono reso conto che erano le 6:34. Non scrivo qui la serie di imprecazioni che ho tirato in tutte le lingue che conosco, ma in ogni modo sono riuscito a vestirmi, la armi ed uscire. La valigia era come al solito già pronta, quindi almeno quello nessun problema. Scalo a Copenhagen e poi a Roma, dove arrivo sotto la pioggia. Conosco abbastanza Fiumicino, ma sarà che avevo un pochino di tempo, mi sono messo a guardare di dettagli. Le maniche, le porte, i tetti, e mi sono reso conto che l’aeroporto, e soprattutto i corridoi che portano alla stazione, se ne cadono praticamente a pezzi. Mi ha fatto un certo senso vedere come quello che dovrebbe essere l’aeroporto più importante d’Italia versa in quelle condizioni. Poi in treno fino a Roma guardavo le stazione passare, i graffiti sui muri, le erbacce lungo la strada. Tutto aveva come un che di abbandonato. E poi mi sono messo a riflettere. C’è proprio bisogno della perfezione? In molti paesi del nord Europa, sopratutto in Svezia, tutto funziona e dá l’idea di perfettino. Ma le persone non sono più felici alle fine. Guardi quegli sguardi spenti nel vuoto, la tristezza, il silenzio. E vedi che alla fine anche a Roma le persone vivono, si innamorano, sorridono. Lo stesso in molti paesi del medioriente che ho visitato e che sicuramente non sono ricchi. Cambierei l’Itali con il benessere che mia dato la Svezia? Penso di no. Le persone sono più felici in Italia? Nemmeno penso, alla fine anche in Scandinavia qualcuno sorride, così come a Napoli ci si guarda male. Arrivo alla stazione, infatti, e piove a dirotto. Ero senza ombrello ed ho chiesto ad una signora che aspettava un autobus di ripararmi un attimo con lei. Mi ha guardato schifata, si è spostata e mi ha lasciato a bagnare. Sarebbe successo anche a Stoccolma? Probabilmente si, ma forse no, dipende dalla persona. Sto dicendo che ogni mondo è paese, nemmeno spero. La qualità intrinseca della vita in Svezia è migliore, ma c’è tutto quello di cui hai bisogno? Non lo so. E la perfezione? Forse è solo un modo per sentirti più sicuro e leggermente meno solo.

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One thought on “L’elogio dell’imperfezione

  1. Invece la perfezione svedese spesso fa sì che tu ti senta da solo. Perché c’è molto meno bisogno dell’aiuto e del calore umano, che invece in Italia è fondamentale per sopravvivere.

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