Il fine settimana delle periferie

Venerdi pomeriggio, mentre tutti smettevano di lavorare, io mi sono invece avviato verso un nuovo viaggio di lavoro. In aeroporto vedevo gli uomini d’affari un pochino sfatti per la settimana, con le valigie piene, i vestiti un pochino sgualciti, pronti per tornare a casa. Io invece partivo. Forse aveva ragione mia nonna quando mi diceva che ero uno “spirito di contraddizione”. In ogni modo atterro venerdi sera e da lí verso una periferia industriale. Il cielo grigio, i palazzoni di fronti e qualche canali. Grandi edicifici tutti in vetro, uffici. Le luci rimaste accese nel fine settimana illuminano scrivanie vuote e sedie lasciate un poco di sbieco dagli impiegati che si sono alzati per andare via. Sono da due giorni in riunione dalle 8 del mattino fino a sera. Solo ieri per fortuna sono riuscito a fare un bel giro in cittá. C’erano le giostre, i ragazzi urlavano e tenevano per la mano ragazzine di poco piú piccole. Le giostre, i colori, le urla, la musica tecno. Intanto é domenica sera. La periferia vista da queste finestre é di un nero incredibilmente cupo, poche macchine, un tempo che minaccia pioggia. Domani, come ogni lunedi, tutti questi uffici si riempiranno di persone.

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