Equilibrio precario

Ho scritto e riscritto questo post almeno due volte, prima di iniziare cosi, senza nemmeno pensarci. Sono troppe ore che resto incollato a questi vetri troppo lisci, a guardare la pioggia che continua a cadere. Stoccolma da qui appare oscura, immersa in tenebre che sembrano non avere fine. Le strade deserte, poche macchine per strada. Volendo si puó vivere un’intera vita all’interno in questo periodo. La macchina in garage con l’ascensore interno, via fino al supermercato con parcheggio sottoterra, non serve nemmeno la giacca. Si entra dentro e trovi tutto quello che ti serve, per passare da un interno ad un altro interno. E ti accorgi di esserti costruito una serie di sicurezze fatte anche dal cibo che mangi, dai menu che si ripetono, dalla sicurezza con cui vai sempre negli stessi scaffali. Poi una sera decidi di prendere un’altra strada, e trovi lí fuori un mondo che ti aspetta, fosse solo anche fatto di scaffali del supermercato. E chi sa, forse sono quelli di qualcun altro, che anche lui ha trovato il suo equilibrio altrove. Ci si abitua al silenzio, al buio, a queste ombre lunghe. E ci sembrano normali, come se tutto questo potesse in qualche modo farci trovare un equilibrio. Ma il mondo non é in equilibrio, continua a muoversi come su una bilancia a cui aggiungi sempre nuovi pesi da una parte e poi dall’altra. É in continuo movimento. Ed a volte trovi la felicitá solo nel momento in cui pensi di averla sistemata. Poi si sposta di nuovo, e si ricomincia tutto da capo. Fino a quando un giorno la lasci andare quella bilancia, e ti accorgi di essere come quello che quando gli indicavano la luna, guardava il dito.

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2 thoughts on “Equilibrio precario

  1. tanti pensieri, troppi… hai provato a scrivere per ben due volte cercando di metterli in ordine, ma è inutile frenare una marea, meglio assecondarla benché tumultuosa al punto che io ho dovuto leggere e rileggere per cercare di risponderti. Il fatto di vivere in un paese dove il sole risplende raramente non aiuta l’umore, così quella bella sensazione di goderti la casa e le tue piccole cose ha lasciato posto ad un pò di malinconia. La felicità è una conquista personale, non può venire dall’esterno, ma solo dal modo in cui ci rapportiamo con esso, governandolo con la nostra forza interiore…Io ci sto provando per tentativi ed errori…e la strada è ancora lunga!

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