Amman

E poi una sera lasci il caldo del Mar Morto e vai a cena con i colleghi. Amman compare tra le colline dopo circa un’ora di viaggio, piena di luci. Apri il finestrino e l’aria è fresca, quasi non te lo aspettavi, ma l’altitudine fa di questi scherzi. Si passano strade e vialoni fino alla periferia. Solo persone del posto intorno, ristorante libanese. Un uomo sulla quarantina suona canzoni arabe nostalgiche con uno strumenti che mi sembra una chitarra, mentre iniziano ad arrivare le infinite portate della cucina mediorentale. Il giorno dopo congresso, e davvero tanto, tantissimo lavoro. Non riesco a prendermi un secondo, ma guardo il sole tramontare dietro i monti che un poco più a est sono Gerusalemme. Una luce calda inonda la valle, riflessi su questo bacino in cui non cresce niente. Odore di sale nell’aria dal balcone della stanza.

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2 thoughts on “Amman

  1. E’ proprio di notte, quando il buio avvolge le cose, che il mondo riprende l’aspetto che aveva migliaia di anni fa: nell’oscurità scompaiono le ferite del progresso e tutto diventa più bello. Amo la notte che acuisce i nostri sensi, e sfumando i contorni delle cose ci rende più lucidi nel pensiero. Solo le luci lontane ammiccano come in un presepe, ma non danno fastidio. Ti invidio!

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