Aquitania

A volte, ma non sempre, un viaggio ha bisogno di un punto dove non si puó piú arrivare. Come quando si arriva ad un confine, e devi tornare indietro. Ma questi sono confini umani, ed io preferisco quelli naturali. Se uno ci pensa il mare, gli oceani, hanno segnato profondamente la storia degli uomini. Ci penso spesso quando vado in Medio Oriente. Cosi vicino, eppure anche cosi diverso. Mentre in Europa, con tutte le differenze del caso, mi sembra sempre di essere quasi a casa, attraversi il mediterraneo e ti trovi nuovi usi e costumi, diversi sapori, una lingua ed un alfabeto diverso. E sono solo un paio d’ore di aereo dalle coste italiane o greche. In ogni modo, tornando a questo viaggi attraverso la Francia, una volta partiti dal Mediterraneo era proprio il caso di arrivare in Atlantico, verso l’Aquitania. Si attraversano foreste immense di pini su strada dritte a volte anche per 10-20km. dove non abita praticamente nessuno. E poi, dopo ore ed ore, te lo ritrovi davanti, l’Oceano. Lo hai visto tante volte ormai, me non smettono mai di stupirti quelle distese immense, la sabbia finissima, e soprattutto sapere che da lí, si puó solo tornare indietro. Arrivare alla “fine del mondo” é anche un modo per guardarsi un pochino dentro, e capire poi quale strada vuoi prendere per tornare indietro.Untitled

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One thought on “Aquitania

  1. ciao Gattosolitario, per caso sono inciampata nel tuo blog cercando notizie sui gatti, ne ho due, e mi sono ritrovata dinanzi ad una finestra aperta sul mondo. Qualche volta dalle tue parole traspare la nostalgia per la tua terra… Comprendo che non è semplice vivere stabilmente in un paese così diverso per cultura e mentalità, ma considerala un’opportunità in più. Non ho viaggiato molto e la descrizione che hai fatto della costa atlantica rispecchia sorprendentemente il mio immaginario un pò condizionato da ricordi letterari. Purtroppo il confine dell’anima non è quantificabile, talvolta quando pensi di averlo raggiunto si dilata interponendo altro spazio tra noi e quello che giudichiamo il limite. Si allunga il tempo della sofferenza. Per tornare indietro e provare un nuovo cammino è necessario “toccare” la fine, con tutto ciò che ne consegue, ma quanto è profondo il fondo del pozzo ?

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