Linguadoca

Si lascia la Provenza, e poi di corsa verso sud. Le indicazioni stradali ti dicono Barcellona tra 350 km, ma si decide di restare qui. Che è in fondo la Francia che vuoi vedere. La lingua dica mi dà, fino ad ora, l’impressione di come potrebbe essere il sud Italia, quello profondo, se non fosse nello stivale. Immensi campi coltivati a vite, arsi da un sole cocente, e piccoli villaggi sonnacchiosi. Le vecchie del paese ti salutano quando passi, c’è un solo bar in mezzo alla piazza dove i guaglioni locali si incontrano per un aperitivo. Ma molto silenziosi nonostante tutto. I negozi che vendono un pochino di tutto hanno alle porte quelle strisciline di plastica colorata che mi ricordano la Basilicata, o comunque qualsiasi paese sperduto nel sud Italia. Le case sono di pietra, un pochino meno curate di quelle della Provenza, ma comunque ben tenute. Come al solito in Francia, almeno nei piccoli centri, nemmeno una carta per terra. Tutto è pulitissimo. L’opposto delle grandi città del paese, ma qui parliamo di gite in campagna. Ieri sera, in mezzo ad un parcheggio, avevano allestito un palchetto dove una improbabile band spagnola faceva finta di suonare. I vecchietti del paese si erano portati le sedie di plastica o di ferro, si erano messi li in mezzo a sentire, ed intanto si serviva un ottimo vino ad 1 euro al bicchiere. Da notare che la coca-cola costava 2 euro invece. Tutto mi ricordava le feste di paese del sud, dove i bambini corrono per strada contenti, i vecchietti escono la sera, ed il sindaco si fa bello per la grande organizzazione. Certo, mancava lo stand con la salsiccia e porchetta, e questa è indubbiamente una grande mancanza, i pochi adolescenti stavano buttati su dei gradini a parlare, probabilmente nell’attesa di diventare grandi e prendere la macchina. Stamattina al mare una spiaggia di sabbia finissima, immensa, pulitissima e soprattutto completamente gratis. Ogni tanto torrette di osservazione con i bagnini, bagni e docce gratis e pulitissimi. Insomma una giornata al mare spendendo tipo 5 euro per un onestissimo pranzo. E tante famiglie felici, bimbi al mare e ragazzi a giocare a racchettoni. Intanto un bel venticello arrivava sulla battigia, il mare era pulito, quasi trasparente. Un tuffo e si poteva stare al sole senza quasi sentirne il calore.

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