Il senso di un blog

Proprio in questi giorni abbiamo fatto diversi discorsi sul senso del blog, oggi. Ricordo, quando incominciai nel 2005, che ti blogger napoletani eravamo proprio pochi. Si era tutti su splinder e ci si conosceva a vicenda. Poi tante cose sono successi, molti si sono addirittura fidanzati tra loro, altri sono spariti. Dopo un pochino iniziarono tutti a muoversi sul blog, e ci fu come un’invasione. Blog da tutte le parti, i giornalisti che parlavano di “blogosfera” etc etc… Questo per qualche anno, fino a quando tutti si sono spostati su Facebook, ed adesso é fondamentalmente twitter a regnare. Essendo uno che ha visto la storia di internet iniziare, mi diverte tutta questa evoluzione. Viene da pensare, a volte, che senso abbia scrivere e continuare a scrivere questo blog, oggi. Ho abbastanza visite ogni giorno, quando guardo il contatore mi soprendo di sapere che siamo ancora sopra le tre cifre, che non é niente male considerando che non faccio praticamente pubblicitá alle cose che scrivo. E poi alla fine penso al perché scrivo. Un pochino come iniziai il primo post, scrivo perché me lo sento dentro, perché queste sono le mie pagine, le mie parole ed i miei pensieri.Sento che mi fa bene, e quindi rimane qui, a memoria di quello che é stato e quello che sará. Perché le parole sono belle, sono belli i discorsi, e quando mi prudono le dita la cosa piú bella é proprio mettersi qui davanti, chiudere gli occhi, e lasciare andare le parole. Per questo, secondo me, il blog avrá sempre un senso.

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5 thoughts on “Il senso di un blog

  1. ce li siamo già fatti questi discorsi. Anche io resisto e ormai siamo quasi a otto anni. Forse resiste chi scrive per sè, come un block notes su cui annotare pensieri e avvenimenti. Ma la spiegazione in fondo è una sola: a mme me piace ‘o blog. Facebook è un’altra storia.

  2. Non c’è paragone con FB, il blog è molto più bello da tenere e curare, è come un piccolo giardino fiorito.
    Twitter lo uso solo per seguire alcuni avvenimenti in diretta, specie per farmi due risate.

  3. Sono tanti anni che fai parte dei miei feed, e ogni tanto, quando la mente è stanca e vuole volare leggera verso mondi nuovi, vado a leggerti sicuro di trovare sprazzi di luce e di libertà. Forse per pigrizia io sono ancora qui in italia, ma leggerti è ogni volta aprire la finestra della quotidianità, quella sempre chiusa. Ma che aperta dona aria nuova alle giornate. Tutto questo per dire che, dietro quello schermo, c’è tanta gente anonima che leggendoti riesce sempre a dare un senso a ciò che scrivi.

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