Pioggia d’Aprile

I giorni prima di Pasqua sono stati mossi da piogge leggere, nuvole che andavano e venivano, pensieri veloci come le onde che si infrangono sulle chiglie delle barche. Poi ti ritrovi una sera a guardare il mondo dalle finestre di un bar di un grande albergo, la pioggia che cade lambisce i vetri mentre gli occhi si incrociano sul bordo dei bicchieri di un cocktail. E tutto svanisce nel suono di un pianoforte che di Gershwin non ha probabilmente mai sentito parlare. Bastano due parole in inglese che si fermano nell’aria, tremano nell’attesa di un silenzio rotto solo da uno sguardo, che ti rendi conto di come valesse la pena di bagnarsi sotto le piogge d’Aprile.

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