Un giorno di gennaio

Mi piace guardare la notte che scende, o il mattino che arriva. Questi momenti in cui il giorno e la notte si incontrano. La natura in scandinavia ha spesso qualcosa di melanconico, silenzioso, che ti prende dentro. Oggi pomeriggio, mentre guidavo lungo le sponde del lago, potevo vedere di fronte a me le luci di Kungsholmen che si illuminavano pian piano, ed il sole di fronte a me cadere piano dietro l’orizzonte. Sono tramonti lunghissimi, che sembrano durare in eterno e che colorano l’aria di sprazzi viola, rosa, arancio, per poi scolorire nel blu e nel nero più assoluto. Alcune persone facevano jogging lungo la riva, e potevo vedere il loro respiro formare una nuvola nell’aria, per poi disperdersi nel vuoto. Anche il mio te, adesso, fa la stessa nuvola, la si diffonde invece contro i vetri che mi separano dal gelo, e poi il mare, e poi chi sa. Guardo i riflessi del lago dalla finestra, e poi, cambiando fuoco come in un film, vedo il mio riflesso sui vetri, gli occhi semichiusi, gli occhiali che mi cadono sul naso, la bocca che si avvicina al calore della bevanda. La sento scendere, dentro di me, e riscaldarmi le membra. Il cuore quello no, rimane sempre freddo. É come si passasse attraverso, come le giornate.

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