Aria strana

La mattinata non prometteva molto bene qui a Stoccolma, ma poi, dopo pranzo, il sole é tornato a splendere, ed era una di quelle giornate in cui la capitale svedese é davvero un posto glorioso ed incantevole. Riesce quasi a farti fare la pace con te stesso. Me ne sono quindi andato in giro per un sessione fotografica sulla parte est di Södermalm, nella zona intorno a Fjällgatan e Katarina kyrka (potete trovare su google maps). La particolaritá di questo quartiere é la grande presenza di vecchie case del 1800, molte addirittura in legno, quando Söder era ancora un posto molto povero e non faceva nemmeno parte della municipalitá di Stoccolma. Si cammina in stradine acciottolate, strette da casine basse e con il tetto spiovente. Essendo poi in collina ti trovi all'improvviso il mare davanti, e la cittá con i suoi parchi, i campanili, i palazzi signorili della Stoccolma bene che si trovava al di lá dell'acqua. Molte case in questa stagione sono adornate con fiori colorati, abbondano i negozietti che vendono gelati e ci sono caffé all'aperto ovunque. Scendendo verso sud, poi si arriva in quella che alcuni chiamano SoFo (south of Folkungagatan), un quartiere teorcamente "boheme", ma che in realtá vuol sembrare SoHo, ma non ci riuscirá mai. In ogni modo l'atmosfera é tranquilla, e mi sono fermato a Nytorget, il centro di questa parte di Söder, a guardare ragazzi con la barba lunga e ragazze in gonne a fiori seduti sul prato a godersi il sole. Bambini nudi correvano per buttarsi nella piscinetta al centro, e tutto sembrava bello, mentre un sottile venticello fresco passava sulla pelle rendendo il calore molto piacevole. Dietro la piazza di trova un altro parco "vitaberg", dominato dalla chiesa di Sofia (Sofiakyrka). Qui, all'improvviso, ho trovato un teatro all'aperto dove suonavano violini. É incredibile quanto questi stessi posti, che in inverno appaiono come spettrali, inabitati, diventino poi in estate pieni di vita, di persone, di colori, di musica. A volte mi sembra che da queste parti si canti, suoni e balli in estate quasi come se fosse un disperato tentativo di dimenticare l'inverno. Il tutto é molto piacevole in se, e porta con se una particolare malinconia. Ma forse sono solo io che la vedo cosi, probabilmente é solo un'illusione. Arrivato quindi alla fine di Söder ho cambiato direzione per tornare verso casa. I ristoranti si iniziavano a riempire, i caffé a svuotare. Ed un'altra domenica é passata, come cantava Pino Daniele nella canzone che dá il titolo a questo post.

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