Una strana domenica

Stamattina, una Stoccolma avvolta dal grigio di Novembre e da una pioggerellina continua, sono riuscito solo a fare colazione a casa, per poi andare di nuovo in aereoporto. Un volo di circa due ore e mezzo mi ha portato questa volta a Parigi, dove siamo atterrati peró con circa un'ora di ritardo. L'aereoporto di Parigi mi dá sempre questa sensazione di essere tornato negli anni ´60, con quel cemento grigio in bella vista, ed i passaggi labirintici, quell'architettura che vuol sembra spazio nuova frontiera, ma che in realtá sa tanto di Germania Est. Comunque arriva in albergo non é stata proprio un'impresa facile, considerando che il traffico sulle strade esterne della capitale francese é sempre intensissimo. Dopo aver attraversato dei bei bulevard con case sicuramente molto costose, sono poi arrivato in un quartiere di uffici, dove mi aspettava il mio albergo, come al solito in un grattacielo. Entrando é stato poi interessante vedere che nei locali si organizzava anche una festa ebraica per un bambino di nome Aaron, una "bar mitzavah" (link). Avevo pensato di auto-invitarmi per dare un'occhiata, ma loro erano vestiti tutti da festa ed io in jeans… mi sa mi avrebbero scoperto subito. Comunque adesso eccomi nella mia stanza d'albergo, a scrivere qui, a pensare a tutte le miglia fatte questa settimana, alle cose viste, alle persone incontrate, alle strette di mano. Mi sembra tutto tranne che domenica.

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