I confini

Piú ci penso piú mi convinco che ero un bambino con grandi sogni, probabilmente troppi. O forse sono cosi tutti i bambini, non lo so. Da piccolo pensavo alla vita come ad un insieme di fasi ben distinte, in cui sarei stato una cosa, poi un'altra e poi un'altra ancora. Di una sola cosa ero convinto, che volevo costruire astronavi ed aerei. Ho finito per fare ricerca in biomedicina, ma va bene lo stesso, quelli erano sogni da cartoni animati giapponesi. Ma comunque, a parte questo, pensavo davvero che finita una cosa ne sarebbe iniziata un'altra, come quando finita la scuola media iniziava il liceo. E tutto era in ordnie, cinque anni di studi, nuovi compagni, tutto insieme, chiudi una porta e ne apri un'altra. Poi inizia la vita e ti accorgi che in realtá é tutto un insieme fluido. Come in un recipiente in cui si mischiano diversi colori, uno compare, ma quello di prima é ancora li, e poi piano se ne va, e poi potrebbe anche tornare. Nella vita spesso mancano i confini, sarebbe piú facile tracciare una linea.

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