Gli ultimi due giorni sono stati abbastanza movimentati. Una nuova destinazione per posti che. In conoscevo, ma di cui ho tanto sentito parlare nell’ultimo periodo. Un volo di tre ore e mezzo per Istanbul, un cambio, un nuovo controllo sicurezza, e poi via verso luoghi nuovi. Fa caldo, tanto, ma ogni tanto il vento che viene dal mare porta un odore di fiori, di frutta e di stagioni nuove. Di sogni e di mille ed una notte. Le strade sono piene di motorini, a volte con tre, persino quattro persone. Le case, le strade, mi ricordano tanto Napoli negli anni ’80, tutto ha come un senso di già visto. Poi giri l’angolo e ti accorgi di essere completamente altrove. È un misto di oriente ed occidente, di moderno ed antico. Tutto insieme, come se non volessero perdersi nulla.
Visioni romane
Guardando Stoccolma
É in queste sere di questi giorni cosí che mi piace guardare Stoccolma. Sono rimasto a casa a lavorare tra le solite telefonate intercontinentali e le email che arrivano e partono, mentre fuori il cielo ha regalato un sole incredibile, poi nuvole e pioggie, poi ancora sole, vento, semi-tempesta. La sera ha visto la luce scendere sul lago come fa spesso in questo periodo, radente sull’acqua illuminando il municipio qui di fronte. La torre delle tre corone si illumina di verde mentre il cielo ancora bluastro si riempe di nuvoloni neri minacciosi. Un elicottero sorvola il centro storico con un rumore forte, che fende il silenzio. Guardo l’acqua passare e mi chiedo quanta ne abbia vista passare in questi due anni di vita stoccolmese. Io, affacciato a queste finestre sul mondo, a guardare il mondo passarmi attorno. Ho viaggiato tanto, ho visto tanti posti che mi hanno riempito il cervello, i ricordi. Eppure, forse solo adesso, inizio a far pace con queste nuvole veloci, so che sono qui di passaggio, e mi godo la luce scandinava. É una luce di sbieco, che ti entra nell’anima lentamente, che mostra serate di spleen infinite, che ti rapisce e che ti fa venire voglia di stringersi. Ed allora pensi e sogni, e sai che tutto questo é vero, incredibilmente vero, te lo senti fin dentro l’anima. Ed anche Stoccolma, in questa notte nuvolosa, mi appare sorridente, come una bella ragazza stesa sull’erba che mi guarda con i suoi occhi verdi, che sono solo per me.
Il senso di un blog
Proprio in questi giorni abbiamo fatto diversi discorsi sul senso del blog, oggi. Ricordo, quando incominciai nel 2005, che ti blogger napoletani eravamo proprio pochi. Si era tutti su splinder e ci si conosceva a vicenda. Poi tante cose sono successi, molti si sono addirittura fidanzati tra loro, altri sono spariti. Dopo un pochino iniziarono tutti a muoversi sul blog, e ci fu come un’invasione. Blog da tutte le parti, i giornalisti che parlavano di “blogosfera” etc etc… Questo per qualche anno, fino a quando tutti si sono spostati su Facebook, ed adesso é fondamentalmente twitter a regnare. Essendo uno che ha visto la storia di internet iniziare, mi diverte tutta questa evoluzione. Viene da pensare, a volte, che senso abbia scrivere e continuare a scrivere questo blog, oggi. Ho abbastanza visite ogni giorno, quando guardo il contatore mi soprendo di sapere che siamo ancora sopra le tre cifre, che non é niente male considerando che non faccio praticamente pubblicitá alle cose che scrivo. E poi alla fine penso al perché scrivo. Un pochino come iniziai il primo post, scrivo perché me lo sento dentro, perché queste sono le mie pagine, le mie parole ed i miei pensieri.Sento che mi fa bene, e quindi rimane qui, a memoria di quello che é stato e quello che sará. Perché le parole sono belle, sono belli i discorsi, e quando mi prudono le dita la cosa piú bella é proprio mettersi qui davanti, chiudere gli occhi, e lasciare andare le parole. Per questo, secondo me, il blog avrá sempre un senso.
La sindrome di Superman
Oggi ho capito una cosa importante, a cui in realtá pensavo giá da qualche tempo. Negli ultimi anni ho affrontato molte cose, direi praticamente tutte, completamente da solo. Non perché non abbia amici, o perché i miei genitori non mi ascoltino, ma soprattutto perché ho sempre provato un certo orgoglio a sapere di essermi fatto completamente da solo. Mi trasferii in Svezia da solo circa 6 anni e mezzo fa, comprai casa dopo circa 3 settimane, poi mi sono trasferito a Stoccolma, ho venduto quella casa e presa un’altra. Feci il trasloco completamente da solo, senza chiedere a nessuno (a parte pagare la ditta di trasolochi) ed ho anche completamente rinnovato ed arredato casa da solo. Compreso imparare i termini da “fravecatore” (muratore) in svedese. Ed ho cambiato due e tre lavori, avuto una promozione all’anno, senza conoscere nessuno, ma solo girando come una trottola e lavorando tipo 12 ore al giorno senza prendere mai una vacanza. Beh, oggi, mentre andavo a fare una cosa che in realtá non mi ero mai convinto di fare, invece di affrontarla da solo, ho avuto una persona con me. Ed é stata la cosa piú bella del mondo. Mi sono fatto accompagnare, mi ha parlato, mi ha sorriso e quando alla fine ho deciso che questa cosa non la volevo fare, mi ha sorriso di nuovo e mi ha riaccompagnato a casa. Forse, in un altro momento,l’avrei fatta lo stesso perché io quando dico una cosa la metto sempre in azione. Ed ora sono qui, che non mi sento invinincibile, ma probabilmente non mi sono mai sentito meglio negli ultimi anni. Tutto il resto si puó avere lavorando, insistendo, volendo, e l´ho avuto in questi anni, ma il sorriso e le parole di chi tiene a te veramente sono come il vento in estate. É come chiudere gli occhi, guardare a questo cielo blu come i pennarelli della giotto e finalmente respirare. Come non lo avevi mai fatto.
La cura del tempo
E cosi, ti ritrovi a guardare questo stesso panorama in una serata di inizio maggio. Il sole scende pianissimo, ed una nuova estate sta per arrivare. Porta con se i profumi di cose nuove, di albe rosso fuoco ai lati dell’autostrada, di odori che avevi quasi dimenticato. Come quando torni da un viaggio, manchi da casa e risenti quel buon profumo, o semplicemente la tua essenza che si é quasi impregnata nei muri. Cosi, all’improvviso, quando meno te lo aspetti, i ciliegi tornano a fiorire, proprio in quella settimana all’anno in cui ne avevi bisogno. Ed il cielo si colora di tinte fortissime, quasi come se l’indice di saturazione si sia completamente spostato verso destra. E nonostante di primavere ne hai viste altre, ti accorgi che proprio questa qui é nuova, diversa. Attesa da tanto, ma allo stesso cosi inaspettata da farti piangere per la commozione.
Immagini da Dubai
Sono tornato da circa 4 giorni eppure é tutto cosi diverso. Come la distanza di un paio di voli possa cambiare l’orizzonte…
Intanto queste sono alcune delle foto che ho fatto negli Emirati Arabi Uniti.
1) Lo skyline della cittá, sempre avvolta da questa foschia incredibile di umido e smog

2) La marina
3) Tipica vista da uno dei grattacieli
4) Pista da sci con neve vera in un centro commerciale
5) Fermate dell’autobus con aria condizionata
6) Sul’autostrada nel deserto tra Dubai ed Abu Dabi






