A volte mi fermo a guardare i treni della metropolitana che passano sull’acqua, vicino a Slussen. Penso sia un posto molto popolare, dove un ponte pedonale passa sopra i quattro binari delle due linee. Un treno dopo l’altro i finestrini illuminati trasportano vagoni di visi, di occhi, di mani, di guanti, cappelli, borse, scarpe, amori, distrazioni, vita in corsa. Li vedi lí passare, a volte anche quattro insieme, che si avvicinano a pochi centimetri, ma senza mai toccarsi, quasi a sfiorarsi, come i pensieri. Frequento molto poco i mezzi pubblici in quanto mi sposto principalmente a piedi, ma quando lo faccio mi fermo a guardare le persone, ed anche se Stoccolma é una città molto spersonalizzante mi immagino che i miei pensieri si sfiorino con quelli degli altri, nei vagoni, lí nel frastuono delle rotaie che sfrigolano contro con le ruote d’acciaio. Chi sa quanti pensieri si sono fermati nella metropolitana di Stoccolma, in quelle di tutto il mondo, senza mai trovare la strada alla fine del tunnel.
Quando ho visto il titolo del tuo post pensavo che avessi scritto qualcosa riguardo a questa notizia: http://www.huffingtonpost.com/2012/01/23/new-york-city-subway-deaths_n_1222717.html